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SUMMARY:Oltre le parole: l'arte di Gully
DESCRIPTION:Galleria della Chiusa presenta Oltre le parole: l’arte di Gully\, un evento espositivo che si inserisce nel percorso di ricerca della galleria\, orientato al dialogo tra pratiche visive contemporanee e dimensioni culturali e sociali più ampie. Realizzata in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro\, punto di riferimento nazionale per il sostegno alle persone con sordocecità e disabilità complesse\, la mostra si configura come un progetto condiviso che coniuga ricerca visiva e impegno solidale. \nL’esposizione riunisce una selezione di lavori pittorici caratterizzati da un approccio diretto e non mediato\, in cui il colore si afferma come elemento primario. Il gesto prende forma senza finalità rappresentative\, seguendo un flusso emotivo che si traduce in tracce\, sovrapposizioni e ritmi visivi liberi da costruzioni formali prestabilite. \nIl processo pittorico si sviluppa attraverso un uso istintivo dei materiali e degli strumenti\, impiegati senza gerarchie né intenzioni stilistiche definite. Ciò che emerge non è una narrazione riconoscibile\, ma una tensione espressiva che affida all’osservatore un’esperienza aperta\, fondata sulla percezione e sull’ascolto più che sull’interpretazione. \nOltre le parole si configura come un evento che invita a ripensare il ruolo dell’arte e le sue possibilità espressive\, mettendo in discussione confini e definizioni consolidate. La mostra sottolinea come il gesto creativo possa diventare veicolo di relazione e condivisione\, capace di generare senso anche al di fuori dei codici tradizionali. \nIn questo contesto\, l’arte si rivela come uno spazio di possibilità che va oltre le definizioni tradizionali e codificate. La pratica di Gully dimostra come il gesto artistico possa farsi mezzo di espressione anche in ambiti lontani dai canoni consueti\, estendendosi come apertura\, relazione e connessione autentica con il mondo. L’opera diventa così un luogo di incontro\, in cui il linguaggio visivo supera i limiti della comunicazione verbale e si afferma come esperienza condivisa. \nCon questa mostra\, Galleria della Chiusa conferma la propria vocazione a sostenere percorsi culturali capaci di unire ricerca artistica e impegno sociale. La collaborazione con la Lega del Filo d’Oro rafforza il senso di un progetto che mette al centro il valore umano dell’arte\, intesa come strumento di inclusione\, ascolto e partecipazione\, dove l’esperienza estetica si intreccia con una concreta dimensione solidale.
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LOCATION:Galleria della Chiusa\, Via della Chiusa 3\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Antonio Guccione - FLY ME TO THE MOON
DESCRIPTION:Dal 1 al 11 dicembre 2025 – Opening: 3 dicembre 2025 ore 18PM – 22PM \nGalleria della Chiusa in collaborazione con la galleria d’arte L’appartamento presentano “Fly Me to the Moon”\, un dialogo unico tra le fotografie iconiche del celebre fotografo di moda Antonio Guccione e le creazioni tessili della stilista contemporanea Carlotta Canepa. Il nome della mostra prende spunto da una delle fotografie in esposizione\, simbolo di leggerezza\, sogno e fascino senza tempo. \nLe immagini di Guccione\, celebre per aver immortalato alcune delle supermodelle più iconiche degli anni ’80 e ’90\, trovano nuova vita accanto ai cappotti e ai tessuti vibranti di Canepa. La mostra diventa così un’esperienza poetica e sensoriale in cui fotografia\, colore e geometria si incontrano\, trasformando lo spazio in un percorso immersivo tra passato e presente\, memoria ed innovazione. \nIl titolo stesso invita il pubblico a “volare” attraverso la memoria della moda e della fotografia: i cappotti non sono solo abiti\, ma vere e proprie sculture tessili che interagiscono con la luce e lo spazio\, creando un dialogo diretto con le immagini iconiche degli anni ’80 e ’90. \nAntonio Guccione\, fotografo di fama internazionale\, ha collaborato con riviste come Vanity Fair e marchi di alta moda come Prada\, Gucci e Yves Saint Laurent. È noto per il suo approccio poetico al ritratto femminile\, che valorizza la naturalezza e l’eleganza delle modelle\, rendendo ogni scatto un dialogo tra luce\, posa e atmosfera. Negli ultimi anni sono state molte anche le pubblicazioni di libri dedicate alle sue opere; tra le più importanti sono da ricordare ‘ABSOLUTE STATEHOOD’\, ‘FACES OF NEW YORK’\, ‘FASHION AND FACES’.\nE’ celebre esecutore di ritratti di alcune tra le  celebrità e figure più influenti dell’ultimo secolo nella moda\, nello spettacolo\, nella politica e nel cinema\, quali Richard Gere\, Dustin Hoffman\, Kate Moss\, Tyra Banks\, Giorgio Armani\, Federico Fellini\, Michelangelo Antonioni\, Roberto Bolle\, e molti altri. \n  \n 
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SUMMARY:Andrea Gallotti – IL FRAGILE DIVENIRE
DESCRIPTION:Dal 05 al 27 novembre 2025 – Opening: 5 novembre 2025 ore 18PM – 22PM\nPer la prima volta\, Andrea Gallotti presenta un progetto che intreccia in modo organico la\nsua ricerca pittorica e quella scultorea\, trasformandole in un unico linguaggio\, coerente e\npulsante. La mostra\, a cura di Livia Ruberti in collaborazione con Orma Art\, è ospitata\nnegli spazi di Galleria della Chiusa\, luogo di estensione e sperimentazione di gallerie\ncollaboratrici. La selezione delle opere esposte offre alcune prospettive sulla ricerca che\nGallotti dedica da anni alla complessità della funzione segnica e alle sue infinite possibilità\ndi variazione\, proponendo un dialogo intimo e rigoroso tra materia\, gesto e tempo. \nAl centro del progetto c’è il gesto\, inteso come atto primario\, fondamento di ogni\ncostruzione artistica e mentale. Gallotti ne esplora la variazione minima: lo stesso gesto\,\nreiterato più volte\, subisce piccole deviazioni\, mutazioni impercettibili che rivelano una\ncomplessità inattesa. È in questa lieve discrepanza\, nel “quasi uguale” che mai coincide\,\nche la materia prende vita e restituisce la tensione profonda della ricerca dell’artista. Il\ngesto\, sempre uguale ma sempre diverso\, diventa così strumento di conoscenza\, modo di\nabitare il tempo e di pensare attraverso la materia. \nL’esposizione riunisce una tela che racconta la riflessione sulla “grammatica del gesto”\,\ncinque sculture in marmo e nove opere in vetro\, realizzate nell’ultimo anno. Insieme\,\nquesti lavori tracciano una costellazione visiva che indaga il senso del divenire\,\nl’ineluttabilità del mutamento e la complessità racchiusa nella ripetizione. \nIl marmo\, con le sue stratificazioni millenarie\, richiama un tempo geologico e meditativo.\nNelle opere di Gallotti\, la sua compattezza si apre a una dimensione di leggerezza\ninaspettata: il gesto pittorico diventa matrice della forma scultorea e la materia\, a sua\nvolta\, si adatta alla gestualità dell’artista\, accogliendo ritmo e tensione. In questa\nreciprocità\, il marmo sembra farsi corpo vivo\, capace di restituire il dialogo fra la\npermanenza e il divenire. Le venature naturali delle lastre\, provenienti da diverse parti del\nmondo\, non sono solo segni della pietra\, ma metafore di identità uniche e fragili\, presenze\nche affiorano come tracce di vita sedimentata. \nAccanto al marmo\, il vetro rappresenta la soglia: materia trasparente\, sensibile e rigorosa\,\nche permette di vedere oltre\, pur imponendo un limite. Gallotti lo affronta come campo di\nsintesi estrema\, dove due colori e un solo gesto bastano a evocare una tensione poetica\ntra presenza e assenza. Il segno\, tracciato sul retro\, si lascia scoprire dal fronte in base\nalla luce e al movimento del fruitore\, generando un continuo gioco percettivo. La superficie\nsmaltata\, dai toni pieni ma pacati\, conferisce alle opere un senso di pace e introspezione\,\ntrasformando la visione in esperienza attiva\, la modalità di fruizione più essenziale e pura\ndell’atto estetico.
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