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Andrea Gallotti – IL FRAGILE DIVENIRE

Novembre 5, 2025Novembre 27, 2025

Dal 05 al 27 novembre 2025 – Opening: 5 novembre 2025 ore 18PM – 22PM

Per la prima volta, Andrea Gallotti presenta un progetto che intreccia in modo organico la
sua ricerca pittorica e quella scultorea, trasformandole in un unico linguaggio, coerente e
pulsante. La mostra, a cura di Livia Ruberti in collaborazione con Orma Art, è ospitata
negli spazi di Galleria della Chiusa, luogo di estensione e sperimentazione di gallerie
collaboratrici. La selezione delle opere esposte offre alcune prospettive sulla ricerca che
Gallotti dedica da anni alla complessità della funzione segnica e alle sue infinite possibilità
di variazione, proponendo un dialogo intimo e rigoroso tra materia, gesto e tempo.

Al centro del progetto c’è il gesto, inteso come atto primario, fondamento di ogni
costruzione artistica e mentale. Gallotti ne esplora la variazione minima: lo stesso gesto,
reiterato più volte, subisce piccole deviazioni, mutazioni impercettibili che rivelano una
complessità inattesa. È in questa lieve discrepanza, nel “quasi uguale” che mai coincide,
che la materia prende vita e restituisce la tensione profonda della ricerca dell’artista. Il
gesto, sempre uguale ma sempre diverso, diventa così strumento di conoscenza, modo di
abitare il tempo e di pensare attraverso la materia.

L’esposizione riunisce una tela che racconta la riflessione sulla “grammatica del gesto”,
cinque sculture in marmo e nove opere in vetro, realizzate nell’ultimo anno. Insieme,
questi lavori tracciano una costellazione visiva che indaga il senso del divenire,
l’ineluttabilità del mutamento e la complessità racchiusa nella ripetizione.

Il marmo, con le sue stratificazioni millenarie, richiama un tempo geologico e meditativo.
Nelle opere di Gallotti, la sua compattezza si apre a una dimensione di leggerezza
inaspettata: il gesto pittorico diventa matrice della forma scultorea e la materia, a sua
volta, si adatta alla gestualità dell’artista, accogliendo ritmo e tensione. In questa
reciprocità, il marmo sembra farsi corpo vivo, capace di restituire il dialogo fra la
permanenza e il divenire. Le venature naturali delle lastre, provenienti da diverse parti del
mondo, non sono solo segni della pietra, ma metafore di identità uniche e fragili, presenze
che affiorano come tracce di vita sedimentata.

Accanto al marmo, il vetro rappresenta la soglia: materia trasparente, sensibile e rigorosa,
che permette di vedere oltre, pur imponendo un limite. Gallotti lo affronta come campo di
sintesi estrema, dove due colori e un solo gesto bastano a evocare una tensione poetica
tra presenza e assenza. Il segno, tracciato sul retro, si lascia scoprire dal fronte in base
alla luce e al movimento del fruitore, generando un continuo gioco percettivo. La superficie
smaltata, dai toni pieni ma pacati, conferisce alle opere un senso di pace e introspezione,
trasformando la visione in esperienza attiva, la modalità di fruizione più essenziale e pura
dell’atto estetico.

Dettagli

Luogo

  • Galleria della Chiusa
  • Via della Chiusa 3
    Milano, Italy